DD del (vom) Zeffiro

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Tratto dalla rivista “CINOFILIA VENATORIA” Aprile 2003

 

“CHIAMIAMOLI ESAMI”

 

a cura di Gallo Zeffiro

 

L'equivoco và spesso a braccetto con la non conoscenza.

Mi viene in mente una pubblicità televisiva di qualche anno fa, diventata in quegli anni un tormentone, in cui si diceva ..«….BASTA LA PAROLA!». In tema di cinofilia, niente di più sbagliato.

Una parola non basta mai. Ovvero, il più delle volte non é sufficiente per chiarire veramente le cose. Dal 1977 mi diletto a scrivere qualche articolo in tema di caccia, e nella maggioranza i miei scritti riguardano la razza Deutsch-Drahthaar e tutto il "mondo" che la circonda.

Il tema delle “Prove di Lavoro” dei cani tedeschi in oltralpe é stato quasi sempre la mia punta di diamante. Ho sempre chiamato prove di lavoro quelle che in effetti lo sono e lo erano veramente, non considerando però che lo stesso termine viene usato ormai da una vita qui in Italia, per tutte le gare e garette nelle quali i cani delle razze più svariate, esprimono le loro doti di “LAVORO” per titolo, coppa, o denaro.

E qui nasce l'equivoco.

Quanta gente mi ha telefonato chiedendomi spiegazioni sulla razza DD, cuccioli, o altre cose in merito all'argomento cinotecnico in 25 anni di scritti? Un'infinità. Moltissimi cacciatori che ad esempio richiedevano il cucciolo, inserivano tra una domanda e l'altra del nostro dialogo, l'affermazione che non avrebbero voluto un cane da gara. Altri, che avevano già avuto dei cani che facevano gare, ma che adesso volevano un cane solamente per andare a caccia. Altri ancora, che a Loro non interessavano le Prove che avevano svolto i genitori dei cuccioli, e che solo di caccia volevano sentir parlare e mai più di prove!!! E su questo genere di esclamazioni, domande, e dibattiti, potrei andare avanti con pagine intere di esempi.

Il tutto é nato all'origine, e non certo per colpa mia o di qualche altro, ma per mancanza generale di una vera fonte culturale che fa la differenza tra le persone e le cose che queste partoriscono.

Quanti articoli, o relazioni si leggono che alla fine non dicono niente di più di quello che si é sempre letto da una vita, e che in continuazione si ripete, senza che si guardi un po' al di là delle cose.

Senza spiegare le diverse realtà sociali, culturali, e di intenzione?

Per la razza DD e per tutte le razze Tedesche ho deciso che da oggi nei miei scritti che riguardano l'attività di queste in oltralpe non userò più la parola “prove di lavoro” (se non per certi casi in cui il discorso per essere vario ed integrato lo richiedesse). Il termine Prova di Lavoro é stato troppo spesso se non sempre da moltissimi cacciatori, equivocato o identificato con la parola “GARA” . Da oggi userò nei miei scritti il termine “ESAME”.

Prűfung in lingua tedesca (tema-cinofilo) ha sempre l'accezione di verifica, di ESAME, e quindi ben lontano dal concetto e idea della gara, che é invece competizione pura. Quella competizione che ha l'obbligo nei pochi minuti del “turno”, di far risaltare al massimo nei vari soggetti PRINCIPALMENTE le doti della cerca e le qualità di ferma. Ma sempre ed esclusivamente in un tempo limitatissimo, dove fisico e psiche del soggetto vengono strizzati come un limone.

Troppo diverso come concetto e realtà dagli ESAMI che un cane deve sostenere in Germania, dove viene “radiografato” per uno o più giorni interi. Ma intendiamoci bene una volta per tutte, per radiografare un cane non intendo parlare di stile di razza, di percorso nella nota, di estrema eleganza e tatto nella presa del punto ecc. ecc., mai in quasi trent'anni di frequenza in Oltralpe ho sentito trattare di questi argomenti, ma ho assolutamente sempre verificato che si andava al sodo del discorso venatorio. A quell'essenza che poi interessa in caccia vera a quasi tutti i cacciatori. Il resto é meraviglioso, ma la poesia non deve sovrastare la realtà.

Spesso un cane da caccia deve mettere obbligatoriamente il “naso per terra” e dettagliare per accertarsi, e poi lavorare così e risolvere tracciando quasi a mò di sbrigativo segugio. Spesso un cane da caccia deve sfondare pene­trando in un roveto, e quindi rompere l'incantevole ferma, ma palesare con questo atteggiamento ciò che il “naso” gli ha consentito prima di segnalare, e alzare così la selvaggina che diverrà solo in questo modo disponibilità del fucile. Ed altri cento esempi di comparazione tra gara (prova) ed ESAME si potrebbero sprecare, esempi che per una definizione sono errori imperdonabili, e sull'altra visione del gioco obbligate necessità, o addirittura qualità imprescindibili.

Ma dilettiamoci un po' su ciò che propone il nostro vocabolario di lingua Italiana, e prendiamo di conseguenza qua e là per buono dove più ci aggrada :

PROVA - Ogni esperimento compiuto per accertare le qualità e le capacità di qualcuno. Dal latino Probare, riconoscere se una cosa é buona (Probus-Buono).

GARA- Competizione tra due o più concorrenti. E' un termine dall'origine incerta, ipotesi dall'Arabo gara: scorrerie (rapida incursione nel territorio nemico).

ESAME- Ponderata considerazione di una persona, animale o cosa, al fine di conoscerne le qualità, l'importanza, le conseguenze. Verifica della preparazione e delle attitudini. Dal Latino Exàme(n) da Exigere uguale Pesare Bene.

Chiamiamoli quindi esami, perché termine non ancora equivocato!

L'esame dei cani giovani siglato VJP, l'esame autunnale per cani d'allevamento l' HZP, l'esame generale la VGP ovvero sia, la massima verifica delle capacità globali di un cane per l'esercizio venatorio, nei tre classici teatri naturali quali: la foresta, l'acqua e il campo, con la più esigente scuola d'ubbidienza che ne consegue. D'altro canto se si analizzano veramente le cose come stanno, ci si renderà conto che proprio di esami si é sempre trattato (per ciò che riguarda il DD e altre razze come lui impostate) e non d'altro, anche se la parola “prova” era ormai classicamente usata da tutti (sottoscritto compreso) per esempio: l'esame o controllo della denti­zione all'inizio del1a manifestazione, il controllo della reazione al colpo di fucile nei vari elementi “campo, acqua, ecc.”, la predisposi­zione o meno del soggetto a tracciare la pista della lepre, e come svolge questo tipo di lavoro: se con lo scagno nella scia della lepre stessa senza averla vista (siglato Spl), se con lo scagno solo nel vedere la lepre (Sil), oppure manifestando un “carattere” negativo; scagnando eccessivamente e al di fuori della pista della lepre stessa (Wdl). O rimanendo muto anche a vista dell'“orecchiona” (Stumm). Esaminare la capacità venatoria del cane nell'elemento acqua, VERIFI­CANDONE ancora, la predisposizione a lavorare con il “naso” nella scia lasciata dall'anitra. TESTARE l'attitudine del soggetto nella sua “gioia”, passione, nell'affrontare ogni tipo di lavoro e situazione. Esaminarne la materia che parla di collaborazione NATURALE (e non indotta) con il cacciatore. Tentare di dare una qualifica con un punteggio analitico, a ciò che il soggetto nell'arco di tutte le sue giornate di lavoro, ha dimostrato di avere come qualità olfattiva.

E naturalmente TESTARE le sue doti di cerca, e attitudine alla ferma ecc.ecc. Il tutto però senza mai prescindere dall'imperativa idea del CONTROLLO, e non della competizione.

Ancora oggi però, si sente troppo dire da molti Italiani che frequentano la Germania, e gli esami dei cani da caccia laggiù svolti, queste frasi: il cane Bingo vom T. a vinto, il cane Tongo vom M. ha fatto tot. punti ed é arrivato ultimo. Ancora una volta é arrivato primo il conduttore "Franz", Lui sì che sa portare i cani ecc.ecc.

Il mio suggerimento odierno é quello di cambiare modo di vedere le cose. Dimenticare queste fuorvianti idee di competizione. Si sa, che purtrop­po anche in Germania, tutto é misurato con i punti, ma questi punti alla fine di tutta questa messa in scena, non devono portare lontano da quello che é e deve rimanere l'obbiettivo finale. In prima istanza per l'allevatore, e poi per il conduttore, ovverosia, di SELEZIONARE anche per il futuro dei grandi cani da caccia.

Proprio attraverso gli ESAMI (corretti esami), si potranno effettuare le giuste scelte d'allevamento, producendo degli ausiliari idonei a soddisfare le più esigenti domande del cacciatore comune. Con il futuro frutto dei cani esaminati sì, nella loro passione di caccia, ma anche fondamental­mente nelle loro doti di equilibrio, e tranquillità interiore, si potran­no tutelare sia il nome, che la vera fama di questa meravigliosa razza.

Non ultima, anche questa mia nota, determina quel distinguo che fa la diversità tra i nostri cani da “gara”, e i cani per l'uso venatorio nell'ottica Tedesca o Austriaca.

E poi ancora, si deve imparare a parlare meno di punteggio. Questi sono spesso frutto di grande capacità d'addestramento del soggetto in esame da parte del conduttore di “nome”. Spesso sono frutto dell'influenza (psicologica) sulla commissione d'esame del conduttore stesso (se famoso). Questi famigerati punti, sono dovuti oltremodo spesso per contingenti fortune, nella fattispecie della selvaggina, o della stessa zona di caccia (riserva conosciuta ecc.). Spesso, per prestazioni straordinarie di alcuni soggetti, ma con terne di giudici non molto coraggiosi, si resta nel giudizio del molto buono. Per contro, per altre terne giudicanti, un lavoro appena al di sopra del molto buono medio (10), con un conduttore di nome si arriva automaticamente all'eccellente (12), o minimo al molto buono plus (11). E la storia qui si fa infinita.

Ma questo mio articolo si ripropone ben altro, che far capire il gioco delle conoscenze o della fortuna.

La corretta lettura dei “valori” degli ESAMI, dei cani da caccia in Oltralpe, e un corretto lessico per il futuro, dovrebbero diventare parte integrante con il cammino che molti Italiani, con grandi sacrifici hanno fatto in Germania ed Austria.

Questi “viaggiatori”, hanno quasi un obbligo morale nei confronti degli altri cacciatori Italiani con meno possibilità di conoscenza diretta, di insegnare Loro qualche cosa di vero e diverso. Di insegnare Loro qualche cosa correttamente, senza possibilità di TRAVISAZIONI.

ESAMI e non GARE.

La gara classifica in ogni caso il vincitore. L'esame, ha un posto d'onore, sia per chi arriva alla classifica finale con più punti, ma anche per chi ha dimostrato in mille particola­rità di valere questo o quello, di essere valido o meno per quel particolare utilizzo. Nell'esame, un vincitore può anche non essere considerato per l'allevamento futuro. Pur avendo vinto la “Prova di lavoro”!! Se un cane vincitore é un cane “frignante”, nervoso, baruf­fante, insignificante nel tipo ecc. ecc, non sarà quasi mai considerato per il futuro allevamento, e quindi avrà perso la sua partita della vita. Rimarrà un cane che ha sì vinto una prova di lavoro, ma il suo ESAME vero la PRUFUNG, lo vedrà bocciato per il futuro della Razza.

Un cane con un punteggio medio invece potrebbe diventare un super Razzatore.

Per un insieme di complessi d'inferiorità, o peggio, di deviazione dalla cultura vera della razza D.Drahthaar alcuni organi ufficiali Italiani hanno sempre messo in evidenza i punti, e il posto in classifica finale dell'Hegewald tedesca, da parte di alcuni cani Italiani, come se questa fosse la cosa più importante e da segnalare, specialmente se il posto in classifica era molto basso. Senza mai insegnare che i punti e il conseguente posto in classifica in Germa­nia, alla fine delle cose che contano, hanno un importanza VERAMENTE MINIMALE. Per esempio: Sultan vom Richthof é stato un cane dai punteggi medi, e non ha mai vinto nessun esame in termine di classifica finale, eppure é dentro oggi in tre quarti dei certificati genealogi­ci Tedeschi. Dicasi così anche per Birko vom Hohen Warf, e per molti altri straordinari Razzatori, che non sono diventati famosi perché avevano VINTO, ma perché nel loro equilibrio di doti naturali e di addestramento, avevano dato garanzia caratteriale, per venire assoluta­mente sfruttati con successo per il futuro della razza stessa.

E' difficile sostenere un articolo sull'equivoco di due termini che sembrano la stessa cosa ma che invece racchiudono mondi di differenze. Realtà e conoscenze diverse. Prove di Lavoro intese e realizzate come gare, o veramente ESAMI nel termine e nell'intenzione. Chissà?

Fra 15 o 20 anni se esisteremo ancora, e la caccia con noi, forse si userà un linguaggio cinofilo-venatorio con intenti, comprensione e cultura nel più ampio senso del termine. Si saranno fatti allora, veramente dei nuovi passi avanti.

Tutto questo mio discorso, non deve essere inteso come discriminazione del mondo sportivo. Anzi, quella moltitudine di uomini e cani, che si spostano da un posto all'altro, per tutto l'anno il sabato e la domenica, fanno sì che ci sia sempre un “vibrare” positivo di passione ed esercizio. Per entrambi, uomini e cani.

In Italia come in altre nazioni é ancora fortunatamente così, lo sport che gioca attorno alla cinofilia é anche cosa piacevole, anzi meravigli­osa. Questo dà modo ad un cane per esempio, che finché ha gambe e cuore di “correre”e vincere per anni, anni, ed anni. Con la gioia del suo proprietario e di tutto ciò che ne consegue, non ultimo il rimanere in un ambiente particolare, al di fuori del mal castigato calendario venatorio.

Era solo obbligo o intento da parte mia, di tentare di fare finalmente un chiaro distinguo. GARA-PROVA-ESAME.

Il cane da caccia in Germania ed Austria partecipa ai suoi Esami di selezione, o di verifica delle sue doti e capacità, solo pochissime volte nella sua intera vita. Conclusi gli ESAMI denominati: VJP, HZP, VGP, JEP, BTR, VBR, A.H., SWP (l’ultima sigla si riferisce ai brevetti sulla traccia di "sangue", ancora più degli altri esami testè nomi­nati, ha la funzione di verificare le capacità naturali e di addestra­mento dei vari soggetti, per l'importantissimo recupero dei capi di selvaggina pesante (ferita), il cane in questione andrà solo a caccia per tutto il resto della sua vita.

Se meritevole nella più ampia visione del termine, verrà usato qualche volta per la riproduzione, e per citare un altro tormentone televisivo «…LO SPETTACOLO CONTINUA!» .

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